Home
La nostra storia
Le opere e le case
Attività-News
Animaz Vocazionale
Suore in missione
FamVin-Seminari
Suor Nicoli
Echi Provincia
Links

SERVA DI DIO, SUOR GIUSEPPINA NICOLI

Figlia della Carità (1863 - 1924)  

 

Nella memoria della città di Cagliari, che la venera come santa della carità, suor Nicoli è legata soprattutto a is piccioccus de crobi. Con questo nome, nella prima metà del secolo XX, venivano chiamati i ragazzi che, senza casa e senza famiglia, vagavano tra le viuzze del porto e del mercato per conquistarsi un boccone di pane con i servizi di facchinaggio che offrivano ai borghesi della città, mediante un caratteristico strumento di lavoro: la cesta (sa crobi). La notte poi, abbandonati a se stessi, la passavano avvolti in giornali sotto i portici o nelle grotte della città. Suor Nicoli ne soccorse a centinaia all'Asilo della Marina dove era superiora; non li estraniò dal loro habitat, ma li accolse, li istruì e preparò ad un lavoro dignitoso, insegnò loro la dottrina cristiana predisponendoli a ricevere l'Eucarestia, ribattezzandoli col nome "Marianelli", cioè i monelli di Maria.
Era nata a Casatisma, in provincia di Pavia, il 18 novembre 1863. La sua famiglia la educò all'amore di Dio e all'amore dei poveri. Per tutta la sua vita questi saranno i suoi due grandi amori.
A vent'anni entrò tra le Figlie della Carità e l'anno successivo fu inviata in Sardegna come insegnante nelle scuole magistrali, presso il Conservatorio della Provvidenza. Appena trentenne fu colpita da TBC polmonare che lentamente la consumerà nei successivi trent'anni di vita. Anni che furono straordinariamente intensi. A 36 anni fu nominata suor servente all'Orfanotrofio di Sassari: una istituzione che con lei fiorì di opere in favore delle giovani e dei poveri di ogni genere. Nel 1910 è nominata Economa Provinciale a Torino e, 18 mesi dopo, fu scelta come Direttrice del Seminario per formare le giovani che entravano in Comunità.

Ammalatasi dopo appena nove mesi, fu nuovamente trasferita in Sardegna. Qui ebbe una grande prova: fu rifiutata dal presidente dell'Orfanotrofio. Suor Nicoli, in silenzio, si affidò ai superiori che la destinarono all'Asilo della Marina, a Cagliari.

Si era nel 1914, all'inizio della Grande Guerra. I suoi ultimi dieci anni furono i più intensi della sua vita. Si dedicò, oltre che ai ragazzi della strada, all'educazione delle giovani che riuniva in associazioni. Raccolse le giovani domestiche, che venivano dai paesi a servizio dei signori della città, riunendole col nome di "Zitine", sotto la protezione di santa Zita.

Riunì per esercizi e ritiri spirituali le migliaia di giovani che lavoravano alla fabbrica nazionale di tabacchi. Incentivò e allargò l'associazione delle Figlie di Maria. Fondò in Italia la prima associazione di "Damine della Carità" e con loro animò l'assistenza domiciliare nei sottani del quartiere della Marina e la colonia estiva al Poetto per i bambini scrofolosi e rachitici. Si interessò delle giovani della borghesia, raccogliendole nell'associazione delle "Dorotee", consacrandole alla missione di testimonianza cristiana nel mondo. Le migliori ragazze che incontrava le invitava ad iscriversi ai corsi di "Scuola di Religione", che aveva organizzato per preparare alla conoscenza approfondita del cristianesimo le future maestre. II Signore aveva suscitato in lei una vera passione educativa, secondo lo spirito e il metodo vincenziano che privilegia sempre la persona e il suo rapporto con Cristo. In questo suor Giuseppina fu realmente maestra e guida per intere generazioni, ma anche per le sue consorelle.

A 61 anni, suor Nicoli si spegneva dopo essersi letteralmente consumata nella carità. A lei ben si addicono le parole del Fondatore riferite alla prima Figlia della Carità: " Tutti l'amavano perché in lei tutto era amabile". E in altra circostanza, riprendendo le parole di Clemente VIII, Vincenzo de' Paoli così si esprimeva: "Conducetemi una persona religiosa che abbia perseverato nell'ubbidienza alle sue  regole, datemene prove sufficienti e la canonizzerò. Non voglio resurrezioni di morti; non voglio guarigioni di malati, ma soltanto che essa abbia praticato le sue regole, la farò iscrivere nel calendario e ne farò celebrare la festa. "

Suor Nicoli percorse un itinerario spirituale privilegiando l'umiltà nella quale si difendeva dagli applausi del mondo per inabissarsi nell'amore di Cristo, sperimentando la carità verso i poveri come amore vero verso il Signore. L'amore di Dio fu per lei la misura dell'amore del prossimo, in ogni caso.Parlando alle Figlie della Carità lei stessa esprimeva questa sua esperienza: "La Figlia della Carità non si applica che a consultare i movimenti del cuore del suor Sposo per regolare i suoi. Ella teme di comparire quanto di peccare; il suo cuore è sostegno della virtù; la sua bocca l'interprete della verità; la sua condotta porta l 'impronta di Gesù Cristo. "

Già negli anni trenta fu introdotta la causa di beatificazione dallo stesso Arcivescovo di Cagliari. Ora è nella fase conclusiva. La santità di suor Nicoli avrà, forse presto, il riconoscimento ufficiale della Chiesa.

Per saperne di più:

    Erminio Antonello, Una mistica della carità, ed. Vincenziane - CLV, Roma 1999, € 15,56

   Suor Giuseppina Nicoli, Figlia della Carità, a cura della Provincia delle Figlie della Carità di Cagliari, 2001 € 7

   Suor Giuseppina Nicoli, Scritti Spirituali, ed. Vincenziane-CLV, Roma 2001, 11 €

Questi libri possono essere richiesti a: Segretariato F.d.C. Via dei Falconi, 10 - 09126 Cagliari 

   Per conoscere la figura di suor Nicoli, vai a La santità di suor Nicoli (ultimo capitolo di "Una Mistica della Carità")